UN TESTO MOLTO RIFLESSIVO , DA LEGGERE!

A NOI

- per il futuro-

Sbraitano “Dobbiamo pensare ai giovani” e “Un avvenire per i giovani” ed ancora “Costruiamo per i giovanani” …..

Le orecchie si sono stancate per inutili infingardi proclami. Signori politici e politicanti e simili, piantatela.

Noi giovani, anagraficamente giovani, noi mentalmernte giovani anche se ottantenni, noi giovani penseremo a noi stessi.

Noi non faremo manifesti politici, noi scriveremo ciò che vogliamo fare con obbiettivi certi e possibili. Noi tracceremo il nostro manifesto che si chiamerà “Il nostro futuro”. In questo si definirà la nostra vita e la nostra presenza. In questo si definirà ciò che vogliamo dall’ordine prestabilito (pubblica amministrazione), ciò che vogliamo dai genitori, dai parenti, dagli amici, ciò che vogliamo dall’imprenditoria, da qualsiasi imprenditoria.

Noi vogliamo autonomamente costituirci in gruppi di ricerca e di studio. E’ cosa questa che già è presente presso istituti scolastici ed anche coinvolgendo i parenti. Ma è poca cosa. Gli istituti scolastici possono dare ospitalità a pochi gruppi di studio per ragioni di spazio, di scelte da parte dei docenti e non solo. E’ il pubblico che, forte di immensi spazi e interessanti mezzi, può e deve prodigarsi a che, noi giovani, abbiamo a godere di posti ove studiare ove trovarci a parlare a ragionare a creare ed a cantare. Noi giovani saremo con coloro che si impegneranno e si renderanno responsabili a ciò, ovvero alla disponibilità ed alla sua realizzazione.

Noi giovani vogliamo pensare e dopo pensare ed alla fine ancora pensare. La libertà del nostro essere, libertà avulsa da retoriche e passati siano essi civili o religiosi. Noi vogliamo essere liberi di crescere senza il fiato sul collo di mummie catarrose.

Noi vogliamo spazi, possibilmente attrezzati, per poter studiare in santa pace e serenità e con giochi intellettalmente creativi. Esistono palazzi, tanti palazzi in città del Comune dell’Ipab che cadono a pezzi. Signori amministratori presenti e futuri, riattateli e conseganteli a chi come noi, ne godrà. Saranno “Case di pensiero” per noi e per tutti coloro che vorranno goderne. In queste case sentirete parlare di greco e di latino,

sentirete musica di chi impara e di chi insegna, sentirete musica suonata e parlata. Lì si parlerà di matematica e di geometria, di chimica e di fisica, di storia e di poesia, del controllo ed uso intelligente delle acque, di previsioni del tempo, di salute e di cure antiche e moderne, di psicologia e di filosofia. Si ipotizzeranno esperimenti e realizzazioni. Gruppi di studio auto formatisi si impegneranno in obiettivi da loro scelti o spinti da richieste esterne, richieste condivise ed appetite.

Si imparerà e si insegnerà. sarà un ateneo senza porte, un ateneo senza docenti ove tutti saranno docenti per se stessi. Crescere insieme, crescere ognuno in proprio.

Qualcuno si chiederà perchè all’inizio si sia parlato di greco e di latino.

Signori giovani, l’umanistica è la patria della creatività. Nell’umanistica c’è fantasia. Dalla fabulazione ai neutrini alle particelle invisibili o quasi.

Dalla matematica alla filosofia alla letteratura, tutto è pensiero ed il pensiero si nutre di conoscenza umanistica. Tutti signori giovani, dotandoci di carta e penna possiamo scrivere poesie purchè si abbia un cuore.

“Mens sana in corpore sano” è quell’adagio fonte di necessità. A fronte di impegni intellettuali, studi ed applicazioni ginniche. Ginnastiche tradizionali e dottrinali occidentali od orientali ma sempre e solo ginnastiche.

E poi?

Porte aperte a laureati, diplomati, studenti di ogni nazione e di ogni credo. Per atei, agnostici dogmatici. Per chiunque abbia la nostra meta, il nostro obiettivo. “Il Sapere”.

Nessun legame col sapere della scuola di provenienza, meglio: non è che gli studenti di Istituti industriali debbano obbligatoriamente essere legati alla tecnica

o magari ad un certo tipo di tecnica (Bertrand Russell nacque matematico, fu poi filosofo, ebbe il Nobel per la letteratura).

Nessuna scuola, ogni scuola.

Un sogno per una città che potrebbe essere un sogno.

Arte e scienza in ogni strada, musica e musicanti, fini dicitori ed esperimenti scientifici. l’aria impregnata di teoremi e di musica. Il piacere di vivere e condividere crescendo in sapienza, la massima sapienza.

Che telefonini, che droghe, quale alcool, niente bullismo o violenza. Tradizioni nostrane e d’altri per palazzi e strade quale legame del futuro con un passato da non dimenticare. La nostra storia, la nostra archeologia, usi e costumi. Sapienza nuda ed atavica. Un sole, una luce, luce di gioia in mezzo ad un mondo disgregato ed inetto. Non il denaro ma il benessere dettato dal piacere di creare o semplicemente di fare.

Scrivere Scienza e Favole…

Bianche pareti dipinte di bianco.

Bianco il soffitto, bianchissimo il pavimento.

Una grossa matita. Tante grosse matite colorte.

Un pensiero errante, vagabondo ospite di una mente apparentemente disabitata.

Il bianco, solo bianco lontano da suggerimenti e da pensieri anche da quei pensieri esistenti ma egoisticamente nascosti.

Cade di mano una matita, cade di punta.

E’ un punto sul bianchissimo pavimento. E’ un piccolo pensiero a farsi largo nella mente. Un seme in uno spazio senza confini.

Parte una linea una iperbolica linea da quel punto. Poi la linea si curva e poi ancora si incrocia. Improbabili forme geometriche ma simmetrie. Si riempiono di colori che poi cambiano generando simmetrie nuove e suoni. Campane con rintocchi incrociantesi per musiche diverse. Sono campane, solo quattro campane 4x3x2x1. 24 simmetrie e poi dopo la rotazione anche di più. Figure mitiche e geometrie euclidee, simboli chimici, formule matematiche. Poesie ungarettiane, poesie del dolce stil novo.

Scritti da amaoensi e da stampante a getto. Giocattoli per bambini e per chi l’infanzia ha perso. Diofantee per una metamatematica scritta domani.

Il bianco è sempre bianco, ma non solo bianco. Colori e suoni.

E’ divertimento. Una partita con 5 carte con 120 simmetrie. Così aumenta il divertimento un divertimento oltre la conoscenza, un divertimento vicino al sapere.

Giovani. alla realizzazione, lungo un non facile percorso, anzi lungo un percorso che mai troverà la parola fine, oltre alla vostra volontà, servirà un riferimento. Una Amministrazione comunale che oltre condividere le vostre scelte, oltre che fornire luoghi e mezzi, sia viva presso ogni imprenditoria attivandone non solo la curiosità, ma anche l’interesse.

Alle prossime elezioni, votate per chi vi dà certezze, assicurazioni che alla testa di ogni impegno ci sarete voi. Se non siete in età per votare ci saranno genitori, parenti, amici ed amici di amici. Se vinceranno le vostre aspirazioni sarà vittorioso il vostro domani. Sarete voi, ognuno di voi a vincere.

E’ intrapprendere in modo diverso la vita. Tutte le scelte fatte in partenza difficilmente saranno le migliori. Lungo il percorso ci saranno cose da aggiustare. Se a noi giovane si imporranno variazioni volute dal tempo, sarà per gli amministratori della cosa pubblica necessario adattarsi al nostro disegno di studio e creatività. Certo, anche loro non sono maghi chè di bacchette magiche si è perso il negozio. Teniamoli d’occhio chiedendo resoconti, aiutiamoli nelle realizzazioni, concediamo giusti tempi per raggiungere la meta.

Anche gli insegnanti i docenti potranno entrare liberamente nelle “Case del Pensiero” sia al fine di imparare ed al caso di insegnare purchè sempre in forma paritetica.

Noi per noi a noi.

Umberto Riva