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Anateoresi : le chiavi della malattia (disponibile articolo d'approfondimento - sett.2009 - NOVITA' sezione audio intervista audio mp3 )

Curiosità : di chi è la moneta? (disponibile articolo d'approfondimento - nov.2009)

 
Anatheoresis PDF Stampa E-mail
Scritto da Gloria   
martedì 08 settembre 2009

Anatheoresis: le chiavi della malattia

1.  Che cos’è l’Anateoresi?

L’Anateoresi è una terapia basata su postulati scientifici ampiamente comprovati scientificamente. Ha i suoi fondamenti nei diversi ritmi cerebrali che condizionano la nostra percezione nel corso delle fasi di crescita, dal momento in cui veniamo concepiti fino ai 7-12 anni, in cui la frequenza cerebrale è già di ritmi beta maturi.

L’Anateoresi permette al paziente di rivivere le cause emozionali profonde che alimentano la sua malattia, quasi sempre mali che hanno le proprie radici nel corso della gestazione e/o della nascita.

Dell’efficacia di Anateoresi si è detto che è “il più rivoluzionario apporto nella ricerca di un nuovo modo di intendere la medicina”.

2.  Come agisce l’Anateoresi?

Per il fatto di essere una terapia psicologica, l’Anateoresi non usa farmaci. Si serve solamente di uno strato di coscienza speciale chiamato ISRA (Induzione allo Stato Regressivo Anateoretico), che equivale ad un semplice rilassamento in cui il paziente non perde coscienza. Si mantiene invece perfettamente lucido, padrone in ogni momento dei suoi atti.

3.  Perché è efficace?

Lo stato ISRA, pur essendo un semplice rilassamento, richiede tutta via un’immersione ad un livello di coscienza (in pratica a 4 Hz) che permette di intervenire nel malato, attraverso il dialogo adatto, sulle cause remote ed originarie della sua malattia. Ecco perché l’Anateoresi non solo è estremamente valida in ogni tipo di malattia, ma è anche una psicoterapia particolarmente veloce.

4.  Perché è efficace?

L’Anateoresi è una tecnica regressiva nella misura in cui indaga sugli avvenimenti traumatici (anche gratificanti) accaduti al paziente in fase prenatale e perinatale, come pure nell’infanzia fino ai 7-12 anni, ma a parte questo l’Anateoresi è una terapeutica del tutto genuina. Ciò perché, anche se va a ricercare nel passato del paziente, l’Anateoresi è un altro genere di terapia. L’Anateoresi è una terapia percettiva: l’unica terapia veramente percettiva esistente.

L’Anateoresi poggia i suoi postulati terapeutici su diversi modi di percepire: distingue soprattutto la percezione analogica, che corrisponde all’emisfero cerebrale destro, dalla percezione casuale, che corrisponde all’emisfero cerebrale sinistro. Tiene conto del fatto che ogni essere umano è privo di tale percezione casuale nella fase embrionale-fetale e ancora non ce l’ha matura nell’infanzia. Ne deriva che la terapia Anateoresi esige dai terapeuti un modo analogico di dialogare con il paziente.

Un paziente che si trova in stato peculiare, uno stato che Joaquin Grau, creatore della terapia Anateoresi, ha chaimato ISRA, uno stato in cui il paziente è semplicemente rilassato, uno stato in cui non perde mai la coscienza come succede in una ipnosi profonda, uno stato in cui però rivive le emozioni e sensazioni di accadimenti passati (sempre certi) subiti o goduti quando si trovava nel grembo materno, al momento di nascere e nell’infanzia, fasi della vita in cui si produssero gli impatti che poi diventeranno malattia.

(Per maggiori dettagli, si legga il trattato teorico pratico di Joaquin Grau: “Le chiavi della malattia”, edito in Italia da Servitium).

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 09 novembre 2009 )
 
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