Guido Sgaravatti

Nato ad Abano Terme (Padova) nel 1925, ha avuto il suo primo incontro conguido3 lo Yoga in occasione di una tesina all’esame di maturità classica nell’immediato dopoguerra. Lo studio riguardava il filosofo pragmatista William James che, in un suo saggio, parlava anche dello Yoga e sosteneva una tesi molto pratica: dato che è pressochè impossibile, da un punto di vista filosofico, distinguere con certezza assoluta ciò che è vero da ciò che è falso, nel dubbio tra due tesi conviene accettare la più favorevole per lo sviluppo interiore dell’individuo “come se fosse vera, salvo conferma, o meno” evitando così il pericolo di una stasi per indecisione. Era quello un periodo di profonda crisi di valori, così come lo è anche il momento attuale. Sgaravatti accettò deliberatamente, pragmatisticamente, lo Yoga, idea che aveva caratteristiche di alta positività, e trovò conferme della sua validità vivendolo, controllandolo con lo studio comparato della psicologia occidentale e con sperimentazioni a vari livelli di cui scrisse in saggi giornalistici e nel 1978 nel suo libro “La logica dell’irrazionale”.

Proprio il raffronto con la psicologia occidentale lo spronò a tenere uno schedario dei termini sanscriti che avessero analogia con i concetti elaborati dalla nostra psicologia; tale lungo e metodico lavoro di ricerca gli aprì la strada alla traduzione e al commento degli Yoga-Sutra di Patanjali. Soggiornò a lungo in Australia ed ebbe incontri importanti con maestri orientali di Yoga, materia che non cessò mai di studiare. Professionalmente fa il pittore-scultore, per conservare piena autonomia e assoluta indipendenza da ogni particolare scuola di psicologia e di Yoga. Questo gli ha permesso di accettare solo i valori e i concetti che ha ritenuto validi. Si è laureato a Padova, dove tutt’ora vive, ha seguito corsi regolari all’Accademia di Belle Arti studiando scultura con i maestri Venanzio Crocetti e Emilio Greco, a Napoli. A Roma, con il professor Ardini, approfondisce lo studio della tecnica del marmo, fino ad approdare alla conoscenza della fusione del bronzo. Opera personalmente con torchio a mano e i suoi monotipi si distinguono nettamente per la freschezza della forma e la profondità dei contenuti. Alcune delle sue più importanti produzioni pubbliche in bronzo figurano in piazze e chiese, 15 si trovano in Australia. 

È autore di numerosi libri:

  • La logica dell’irrazionale (1978)
  • Vedere la mente (2002)
  • Il mito di Tara Verde (2005)
  • Il pianeta dei folli (2007)
  • Patanjali. Yoga Sutra. (2009, seconda ediz., traduzione a cura di G. Sgaravatti)
  • Il monopolio del magico (2012)

 

Registrazioni delle trasmissioni con Guido Sgaravatti: